COSA PORTIAMO IN VALIGIA PER OGNI EVENIENZA?
- Farmacia Visini

- 22 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 26 giu

A chi di noi non è mai capitato almeno una volta di essere lontano da casa, in vacanza, e trovarsi a realizzare che quel farmaco che è rimasto a casa, nella scatola e nell’armadio dove teniamo tutte le nostre medicine sarebbe tanto ma tanto ma tanto utile in quel momento? Sta arrivando l’estate e normalmente questa, più di qualsiasi altra, è la stagione delle partenze per le vacanze: una volta scelta la destinazione, si affronta la fase dei preparativi. Cosa potrebbe servire, da tutti i punti di vista? E in ambito medico-salutistico cosa potrebbe servire? Quali evenienze potremmo trovarci a dover affrontare? E’ praticamente impossibile riuscire a prevedere ogni possibile evenienza e partire portando con sé tutto ciò di cui potremmo avere bisogno durante le vacanze lontano da casa: la cosa più logica da fare è provare a ipotizzare quali necessità potrebbero presentarsi con maggiore probabilità, anche ricordando le esperienze precedenti, nostre e dei nostri conoscenti, e, compatibilmente con la fattibilità pratica, munirsi di conseguenza. Le esigenze chiaramente cambiano a seconda sia della meta (non solo le condizioni ambientali e climatiche ma anche la vicinanza e disponibilità di strutture sanitarie) sia della composizione del nucleo familiare. La presenza di bambini o di anziani implica necessariamente la necessità di allargare la varietà dei medicinali e dei dispositivi medici, dato che le problematiche che possono presentarsi, in ragione della maggiore fragilità di soggetti in età tenera o particolarmente avanzata, sono molto maggiori.
Considerando che molte famiglie hanno al loro interno persone che soffrono di disturbi cronici e che quindi devono premunirsi dei farmaci di uso quotidiano per il tempo di permanenza lontano da casa, quali potrebbero essere gli elementi che compongono un ideale “kit per la vacanze”? Proviamo a pensare a quali problemi si possono più frequentemente presentare: Febbre? Dolori di vario genere? Otiti? Congiuntiviti? Raffreddamenti? Tosse? Mal di gola? Mal di stomaco, iperacidità e difficoltà digestive? Dissenteria? Stipsi? Ematomi? Graffi, sbucciature, tagli, abrasioni? Cinetosi da viaggio? Non è ovviamente minimamente immaginabile che possano accadere tutti questi eventi, ma credo che chiunque di noi avrà almeno una volta sperimentato il disagio, ulteriormente amplificato qualora ad essere coinvolti siano stati dei bambini, di uno o più di questi sintomi durante le vacanze, lontano da casa e dai propri riferimenti. E’ altresì chiaro che probabilmente non è semplice predisporre un kit che contempli un rimedio per ciascuno di questi problemi.
Un kit minimo ragionevolmente completo da cosa potrebbe allora essere costituito?
La febbre è un sintomo che si può presentare per una serie di cause differenti e può essere sia ricorrente e perdurante sia occasionale, soprattutto nei bambini; cosa serve? Sicuramente un termometro e altrettanto sicuramente un antipiretico. Quale scegliere? Il più comune è certamente il Paracetamolo, farmaco dotato peraltro anche di spiccate proprietà antidolorifiche, oltre che di un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità: può essere assunto senza particolari accorgimenti, sia in termini di momento della giornata, sia relativamente a terapie croniche che devono essere mantenute. Tuttavia, soprattutto nei bambini e soprattutto per stati febbrili scatenati da processi infiammatori (per esempio le otiti o le faringo-tonsilliti), può essere altrettanto utile avere con sé l’Ibuprofene, ottimamente tollerato e spesso assai efficace, nonostante effetti avversi superiori e criticità maggiori nelle modalità di assunzione (per esempio, è decisamente sconsigliata l’assunzione a stomaco vuoto).
Se la febbre è un inconveniente piuttosto comune, un dolore o un fastidio (testa, denti, orecchie, qualsiasi altra parte del corpo….) è quasi scontato che durante le vacanze qualcuno possa provarlo: portare con sé un antinevralgico/antinfiammatorio di uso comune (Ibuprofene, Ketoprofene, Diclofenac, Dexketoprofene, Nimesulide,….), ovvero il farmaco cui siamo maggiormente abituati, è assolutamente consigliabile. In casi come questi, l’ideale sarebbe poter privilegiare formulazioni che non richiedano particolari accorgimenti quali il dover sciogliere il farmaco in un bicchiere con dell’acqua oppure aspettare di aver mangiato: esistono, per molti farmaci antinfiammatori, dei preparati da poter sciogliere sotto la lingua, oppure delle compresse che saltano la barriera dello stomaco, riducendo la gastrolesività (tipicamente bruciore di stomaco) che si accompagna inevitabilmente all’assunzione di farmaci di questa categoria.
Un graffio…una sbucciatura…una scivolata…a chi non è mai capitato, soprattutto in presenza di bambini? Come possiamo comporre un kit di pronto soccorso per piccole ferite? Cerotti misti e assortiti, garze, un disinfettante a largo spettro (per esempio Betadine o un ammonico quaternario indicato per pelle escoriata), acqua ossigenata, una-due bende, una crema cicatrizzante e delle garze grasse potrebbero costituire un kit di primo intervento piuttosto completo, consentendoci di trattare una vasta gamma di possibili “infortuni”
Un argomento vasto è rappresentato dall’apparato gastrointestinale: bruciore di stomaco occasionale, una cena un po' più abbondante del solito, troppa acqua fredda, qualche cibo particolare (soprattutto nei paesi tropicali), uno squilibrio nella regolarità intestinale di ogni giorno sono evenienze piuttosto comuni; nella maggior parte dei casi per piccoli disturbi digestivi o modesti episodi di pirosi gastrica, possono essere sufficienti dei sali come i Citrati; altrettanto utile potrebbe essere dotarsi di un antiacido (meglio se indicato anche per sintomi da reflusso gastroesofageo) e un farmaco appartenente alla categorie dei “pro-cinetici” (Metoclopramide e Domperidone), in grado di aiutare il processo digestivo combattendo l’eventuale nausea da indigestione; è inoltre decisamente opportuno portare con sè fermenti lattici per rinforzare la flora batterica intestinale potenzialmente sottoposta a stress di vario genere. Ultimo cenno alla regolarità intestinale, spesso alterata, sia in un senso che nell'altro: prezioso potrebbe risultare avere con sè un rimedio di rapida assunzione per la dissenteria ma anche per la stipsi, evenienza piuttosto comune quando si cambiano abitudini ed ambiente.
Trattandosi di vacanze estive, non scordiamoci l’importanza dei Sali minerali per integrare le perdite di elettroliti a causa del caldo.
In particolare, bisogna ricordare ancora una volta che le categorie più a rischio sono le persone anziane e i bambini in tenera età. Purtroppo le persone anziane non sono sempre in grado di comprendere la pericolosità delle conseguenze di incaute passeggiate sotto il sole! È assolutamente fondamentale fare in modo che questo messaggio arrivi in modo chiaro ed inequivocabile: le conseguenze di un colpo di calore possono davvero essere varie e pericolose!
Quando si parla di caldo, di sudorazione e di integrazione salina, comunemente il primo pensiero va alla pressione arteriosa e al cosiddetto “bilancio idrico/salino”: il caldo, soprattutto se improvviso e violento, può generare uno squilibrio marcato tale da causare svenimenti e cadute potenzialmente molto rovinose; va aggiunto che molto spesso le persone anziane hanno cronicamente problemi pressori e sono in terapia farmacologica, per cui un violento abbassamento della pressione causato dall’effetto vasodilatatorio del caldo amplifica gli effetti dei farmaci. Nel periodo estivo è importante controllare costantemente la pressione per modulare la terapia in essere e valutare con il medico di base l’opportunità di integrare i sali minerali persi con la sudorazione.
Un altro aspetto fondamentale è quello legato al rischio di squilibrio elettrolitico, cioè di nutrimento essenziale, a livello cerebrale: l’encefalo va sempre nutrito ed idratato. Un colpo di calore genera un’improvvisa disidratazione e conseguente denutrimento, estremamente dannoso soprattutto in condizioni di moderato o avanzato invecchiamento della corteccia cerebrale, condizione fisiologica ed inesorabile con l’andare degli anni.
Oltre alle persone anziane, un’altra categoria a rischio sono, come accennato, ovviamente i bambini, soprattutto i più piccoli; le accortezze relativamente all’esposizione nelle ore calde della giornata devono essere le stesse di cui si è parlato relativamente agli anziani. L’uso di un copricapo è importantissimo e deve diventare un’abitudine per i bambini stessi. La loro pelle è inoltre molto delicata e va protetta con estrema cura, principalmente in tenera età, avendo però cura di evitare di esporre i bambini al sole nella fascia dalla metà del mattino fino a metà pomeriggio.


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