CONTUSIONI, DISTORSIONI, MALANNI MUSCOLARI: POVERO IL NOSTRO APPARATO MUSCULO-SCHELETRICO!
- Farmacia Visini
- 9 gen
- Tempo di lettura: 6 min
A chi non è capitato almeno una volta nella vita di procurarsi un trauma, di diversa natura e gravità, in una qualche parte del corpo? Una contusione per aver sbattuto contro qualcosa, una distorsione (caviglie e ginocchia sono le principali candidate!) a seguito di un movimento poco avveduto, una contrattura o uno stiramento con i muscoli che improvvisamente si fanno duri e dolenti? Sono inconvenienti estremamente comuni, che possono capitare, e capitano, assai di frequente e non solo in chi pratica sport, anche se ovviamente questa è una categoria maggiormente soggetta a questo genere di problemi. Ma abbiamo le idee chiare sulle diversità che esistono tra le diverse tipologie di traumi a carico del corpo e dell’apparato muscolo-scheletrico (specificamente interessato in particolare per distorsioni o lesioni muscolari, mentre le contusioni possono avvenire ovunque)? Come si originano? Da cosa sono caratterizzate? Come vanno trattate? Parliamone un pochino più nel dettaglio.
Come detto, potremmo suddividere i diversi traumi in tre grandi categorie:
Contusivi
Distorsivi
Muscolari
Ciascuna tipologia presenta caratteristiche molto differenti e conseguentemente necessita di approcci e rimedi per certi versi diversi e dedicati, anche se accomunati dal filo conduttore comune di essere qualcosa che ha proprietà antinfiammatorie, dato che in tutti i casi quello che viene a crearsi è di fatto uno stato di infiammazione. Se infatti proviamo a ripensare ai cinque elementi caratterizzanti la condizione di infiammazione (calore, rossore, gonfiore, dolore e lesione d’organo), nei traumi, tanto contusivi quanto distorsivi o muscolari, ritroviamo tutte o in parte queste componenti.
Vediamo ora un po' più nel dettaglio le tre categorie.
TRAUMI CONTUSIVI
Parliamo del classico ematoma che porta il ben noto livido; a seguito della classica e comunissima “botta”, la parte interessata si gonfia (si produce un “edema infiammatorio” a livello locale, ovvero un travaso di plasma dai vasi sanguigni nei tessuti circostanti), si arrossa, duole e in breve tempo si presenterà un livido scuro che nei giorni successivi lentamente regredirà cambiando le gradazioni di colore (dal viola al verde al giallo ecc…la ben nota degradazione degli elementi del sangue); in casi come questi si può scegliere di non fare nulla e lasciare che il trauma contusivo guarisca da solo, dato che nella maggior parte dei casi ad eccezione di un po’ di fastidio o dolore non ci sono reali conseguenze né nel breve né nel medio-lungo termine; oppure si può decidere di ricorrere a un rimedio specifico, ovvero principalmente pomate o gel (nel caso delle contusioni la terapia sistemica per uso orale non viene quasi mai contemplata) contenenti principi attivi che possono essere delle sostanze Eparinoidi (la vecchia formulazione del notissimo Lasonil, ora del tutto differente dall’originale, vale come esempio conosciuto a tutti coloro che hanno almeno quarant’anni), in grado di far riassorbire l’edema prodotto dalla contusione, oppure sostanze fitoterapiche, come ad esempio Arnica, Bromelina, Escina, Iperico, Ippocastano, sostanze antinfiammatorie in grado di esplicare una azione vasotonica ed antinfiammatoria, utile anche in questo caso a far sgonfiare la parte interessata e far riassorbire l’edema. In tutti i casi, il primo rimedio estremamente utile è applicare impacchi di ghiaccio, sia per lenire il dolore sia per frenare il processo edemigeno (ovvero quello che porta alla formazione dell’edema) e prevenire un rigonfiamento eccessivo. Altro accorgimento assolutamente prezioso soprattutto se risulta coinvolto un arto è il riposo e la condizione di scarico. Eventuali approfondimenti diagnostici e un consulto medico possono essere utili se la situazione non dovesse migliorare in tempi stretti.
TRAUMI DISTORSIVI
Sono generati da torsioni innaturali e spesso violente a carico delle cosiddette “capsule articolari”, ovvero quelle strutture del nostro corpo che proteggono le articolazioni e consentono piegamenti e movimento dei corpi ossei senza attrito. All’interno delle capsule articolari ci sono i legamenti, che collegano tra loro le ossa garantendo determinati movimenti ma limitandone altri (immaginiamoci cosa succederebbe se per esempio un ginocchio potesse consentire la rotazione completa e senza limiti della parte inferiore della gamba….sarebbe impossibile camminare e reggersi in piedi!!), oltre a “lubrificanti naturali” che impediscono ai corpi ossei di logorarsi reciprocamente. Se però queste articolazioni sono sottoposte a movimenti eccessivi e violenti, possono crearsi dei traumi. In casi come questi, scongiurato il rischio di possibili lesioni a carico dei legamenti (tipicamente a rischio ginocchia e caviglie che sarebbe bene valutare attraverso indagini radiologiche), le conseguenze sono rigonfiamenti e dolori localizzati; i rimedi, oltre al ghiaccio, utilissimo sia nelle primissime fasi sia successivamente per agevolare il processo di riduzione del gonfiore e di riassorbimento dell’edema, sono antinfiammatori tanto ad uso topico quanto ad uso sistemico: oltre alle sostanze fitoterapiche elencate sopra (l’Arnica è un antinfiammatorio eccellente) che si rivelano anche in questo caso perfettamente indicate, si possono utilizzare preparati a base dei comuni principi attivi antinfiammatori, quali Diclofenac, Ibuprofene, Naprossene. Questi farmaci possono essere somministrati anche per via orale ad effetto sistemico. Nel caso di traumi distorsivi, mettere a riposo e in scarico (se si tratta degli arti inferiori) la parte interessata, ricorrendo anche a un bendaggio contenitivo, è assolutamente preziosissimo.
TRAUMI MUSCOLARI
Per poter comprendere meglio la natura dei diversi possibili traumatismi che interessano l’apparato muscolare e i relativi rimedi del caso, proviamo a cercare di spiegare in modo semplice e veloce come sono fatti i muscoli. Si tratta grossolanamente di fasci costituiti da fibre sottili e allungate che scorrono le une sulle altre, tanto in distensione quanto in contrazione, entro limiti ben precisi: perché si possa mantenere la fisiologica elasticità, all’interno del muscolo, durante il movimento, i “capi” (ovvero le estremità) di ciascuna fibra non possono né allontanarsi né avvicinarsi troppo ai capi della fibra contigua; in altre parole la fibra muscolare non può né troppo allungarsi né troppo accorciarsi. Questa capacità di alternare continuamente contrazioni e allungamenti è ciò che consente al corpo di muoversi nello spazio, ma quando il movimento è eccessivo, incontrollato o innaturale, i muscoli possono essere sottoposti a stress tali da creare conseguenze a carico della struttura delle fibre che li costituiscono.
Vediamo ora quali possono essere i principali traumatismi che possono interessare i muscoli del nostro corpo:
STIRAMENTO: è un tipo di lesione molto comune soprattutto d’inverno e soprattutto a carico di soggetti sportivi; il muscolo, in quanto tessuto elastico, lavora meglio se scaldato e irrorato di sangue opportunamente, ma può ovviamente capitare che durante il movimento una fibra possa subire una sollecitazione (in allungamento…..viene, appunto, “stirata”) oltre il limite fisiologico; in circostanze di questo genere, il muscolo resta in questa condizione e perde la capacità elastica fisiologica. Il trattamento prevede applicazione di ghiaccio in prima battuta (si tratta di un processo infiammatorio), seguito da prodotti antinfiammatori ad uso topico (di origine naturale quali ad esempio Arnica, Bromelina, Boswellia, oppure di origine sintetica come Diclofenac, Piroxicam, e similari) oppure da assumere per uso sistemico. Nei giorni successivi al trauma, può essere molto utile scaldare la parte interessata, sfruttando le ben note proprietà terapeutiche del calore; altrettanto importante è ridurre il lavoro e il carico del tessuto lesionato.
CONTRATTURA: è un tipo di lesione in cui si ha un accorciamento della distanza relativa delle fibre del muscolo che restano in posizione ravvicinata e contratta senza tornare alla condizione fisiologica, perdendo anche in questo caso le normali capacità elastiche; i trattamenti sono sostanzialmente gli stessi del caso precedente: in prima battuta è utile applicare ghiaccio per ridurre il rischio di estensione del processo infiammatorio che si crea, da alternare in un secondo momento ad impacchi caldi (al di là del naturale beneficio che i muscoli ne traggono in quanto materiali elastici, il calore è di per sé stesso terapeutico dato che consente un aumento dell’irrorazione dei tessuti, che quindi guariscono più rapidamente); riposo, scarico, antinfiammatori ad uso topico e/o sistemico sono altrettanto preziosi. In aggiunta, possono essere utili tecniche e rimedi miorilassanti, in grado di sciogliere il muscolo e riportare le fibre nella posizione originale. Tra i farmaci, il più utilizzato è la Tiocolchicoside, per lo più somministrato per via iniettiva, spesso associato ad un antinfiammatorio quale Diclofenac o Piroxicam.
STRAPPO: è chiaramente la lesione più grave, poiché in questo caso le fibre muscolari si lacerano e si rompono. I tempi di recupero sono ovviamente molto più lunghi e in alcuni casi è necessario ricorrere ad interventi chirurgici (molto rari, soprattutto in ambito di vita comune). La lesione deve essere indagata immediatamente e valutata da personale medico. Tutti i rimedi elencati nelle casistiche precedenti restano un supporto utile ma probabilmente del tutto insufficiente in questi casi.
Se dunque nel caso di uno strappo è necessario ricorrere subito a un medico, è assolutamente opportuno farsi visitare e sottoporsi ad esami diagnostici anche nei casi meno gravi, se la terapia iniziale non dovesse dare benefici in tempi ragionevolmente ridotti.



Commenti